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Rivestimento e supporto
Sono strati costituenti una pavimentazione

1. Rivestimento

2. Supporto

1. Rivestimento: strato superficiale del pavimento avente la funzione di resistere alle sollecitazioni meccaniche, ai fenomeni fisici e alle aggressioni chimiche e di creare le condizioni di benessere e di sicurezza dell’utenza. Esso può essere realizzato con piastrelle di ceramica , lastre lapidee o in legno, oppure con piastre o teli in materiale vinilico, gomma, linoleum o moquette. Solitamente il raccordo tra il rivestimento del pavimento e la parete viene realizzato con uno zoccolino (battiscopa).

2. Supporto: è l’insieme di strati sottostanti al rivestimento che concorrono a formare la pavimentazione. Essi hanno la funzione di ancorare il rivestimento , compensare le quote e le pendenze, conferire un determinato grado di isolamento , incorporare le canalizzazioni degli impianti, ecc.

La composizione e le caratteristiche degli strati del supporto variano a seconda del tipo di rivestimento e delle prestazioni che devono essere svolte dalla pavimentazione in resina epossidica. Nel caso in cui il supporto delle pavimentazioni in resina appoggi sul terreno, bisogna creare altri strati di pavimentazione, quali un vespaio in ciottolate costipato ed un vespaio ventilato formato da gambette di muratura, sulle quali vengono poggiati tavelloni o altri elementi adatti a formare un’intercapedine d’aria tra il terreno e il pavimento .

Pavimenti in Resina epossidica
Oggi sicuramente una delle innovazioni maggiormente diffusa è il pavimento in resina epossidica. Questo particolare tipo di pavimento dà valide garanzie di solidità, versatilità e sono molto resistenti a qualsiasi tipologia di uso. La possibilità di creazione del design con variazioni di effetti grafici, colori, disegni, stemmi, loghi ne fanno di uno strumento molto ricercato in quelle realtà commerciali, dove l’aspetto estetico e il marketing ricercato, ne risalta la duttilità. Ma cosa è esattamente la resina epossidica
Una resina epossidica è una resina termoindurente ottenuta per condensazione di bisfenolo (non necessariamente) ed epicloridrina . Viene usata per la produzione di vernici, adesivi, laminati, colle e come matrice per compositi con fibra di vetro e carbonio. Viene usata anche per la preparazione di pavimenti sia essi civili che industriali, per capannoni commerciali, uffici, pavimenti esterni ed pavimenti interni. Nel settore delle vernici industriali, le resine epossidiche vengono miscelate nel giusto rapporto stechiometrico con il componente B (solitamente composto da poliammidi), il quale reagisce con la resina per dare una pellicola dura e dalle ottime proprietà di resistenza (agli agenti chimici, all'abrasione ecc).

Aire pavimentazioni , nella continua ricerca di prodotti sempre più efficaci e resistenti, ha da molti anni appreso la tecnologia del pavimento in resina epossidica . Il nostro successo e le tante testimonianze dei nostri clienti nell’aver scelto un pavimento in resina , sia che venga utilizzato nel pavimento civile che pavimento industriale , sia che sia usato per pavimento per uffici che per pavimento esterno , ne avvalorano la duttilità, la resistenza e l’aspetto estetico oltre alla facile manutenzione di pulizia .

Le pavimentazioni in resina , pur presentando buone caratteristiche di resistenza meccanica , possono essere soggette, come tutti i materiali, all’usura nel tempo, presentando micrograffi, perdita di lucentezza, etc …..
E’ pertanto opportuno eseguire le manutenzioni periodiche.
Pur avendo una rapida essicazione, che ne permettono la pedonabilità dopo pochi giorni, le resine per la pavimentazione raggiungono la resistenza ottimale con la stagionatura, questo è un procedimento che richiede tempi più o meno lunghi (non inferiore ai due mesi), in base al tipo di materiale utilizzato, dettati dalle temperature e dal tasso di umidità ambientale.
Pertanto consigliamo di seguire queste semplici indicazioni :
- prima di eseguire lavori di imbiancatura, elettricità, idraulica, traslochi. Movimentazione di mobili, proteggere la pavimentazione con cartoni e cellophan.
- posizionare dei feltrini protettivi  a mobili, sedie, tavoli, avendo l’accortezza di sollevarli e non trascinarli durante gli spostamenti.
- effettuare le manutenzioni periodiche attenendosi alle nostre indicazioni.
Ottime potenzialità espressive e flessibilità d'uso fanno delle resine, sottili membrane di rivestimento, un prodotto congeniale all'ideale estetico contemporaneo ed hanno trovato applicazione negli spazi commerciali, ambienti di lavoro e domestici. I rivestimenti a base di resine sintetiche rappresentano la naturale evoluzione dei tradizionali pavimenti industriali, rispetto ai quali sviluppano nuove sofisticate caratteristiche estetico - formali.

La resina stesa a rullo forma una sottile pellicola di spessore inferiore al mezzo millimetro, che trova un impiego prevalentemente industriale; viene applicata sulle pareti e sui pavimenti delle aziende alimentari e dei laboratori farmaceutici per ottenere superfici facilmente lavabili, ove sono necessarie condizioni di assoluta igiene.

PULIZIA ORDINARIA
Per il lavaggio quotidiano del pavimento in resina consigliamo l’utilizzo di super sgrassante diluito in acqua, oppure detergenti a PH neutro che si trovano in commercio.
Evitare l’utilizzo di cloro, soda, ammoniaca, acidi e prodotti che li contengano.
Dopo aver lavato e risciacquato, è consigliabile stendere periodicamente (1 volta al mese per pavimenti molto trafficati) una mano di protettivo trasparente (cera)
In versione lucida ed opaca.

FASI D’INTERVENTO
1-  eliminazione della polvere attraverso aspirapolvere o scopa.
2-  lavaggio della superficie del pavimento con detergente neutro utilizzano panni non abrasivi, preferibilmente in microfibra.
Nel caso di macchie insistenti, spruzzare sulle stesse sgrassatore, lasciare agire per qualche minuti e risciacquare.
3-  Stendere uniformemente il protettivo a mezzo di panno umido o stendi cera sulla superficie pulita e asciutta (consumo di circa lt.1 per ogni 20/25/mq per una mano di applicazione). Se necessario ripetere l’operazione una seconda volta.
Quando si evidenziano difficoltà nella pulizia del pavimento in resina , o necessitano opere di manutenzioni straordinarie a salvaguardia dell’opera eseguita, Vi consigliamo di rivolgerVi direttamente all’impresa che ha effettuato la posa o, in alternativa, ad un’azienda specializzata nel settore.

Pavimenti interni realizzati con tecniche tradizionali
Pavimenti alla Veneziana: sono detti anche pavimenti a terrazzo. Si ottengono da granulati di marmo, con granulometria variabile intorno ai 20mm, e sparsi su stati di supporto ancora fresco sul quale vi sono degli appositi leganti. Dopo la fase detta di cilindrazione, nella quale il marmo viene inglobato, si effettua la cosiddetta molatura, per la quale viene rasato il pavimento in maniera tale da renderlo piano. Questo tipo di pavimento solitamente è utilizzato quando bisogna ricoprire ampie superfici.
Pavimenti alla Genovese: molto simili a quelli alla Veneziana, si differenziano solo per l’impiego di granulati di dimensioni più piccole impastati con leganti e pigmenti a base di ossidi prima di eseguire il getto in opera del pavimento .
Palladiane: sono pavimenti costituiti da frammenti di lastre, lavorati a piano di sega, con dimensioni comprese tra i 10 e i 20cm, che vengono applicati su uno strato di allettamento accostandoli in opera senza un ordine geometrico. La posatura viene conclusa con una stuccatura dei giunti e con una levigatura e lucidatura superficiale.
Pavimenti a Mosaico: costituiti da piccoli elementi lapidei di diverso colore e forma variabile dai 8mm ai 20mm vengono posati in maniera da ottenere diversi disegni. Questo tipo di pavimentazione è antichissimo e tuttora resta molto pregiato. La posatura avviene sfruttando il cosiddetto metodo al rovescio, per il quale viene prima disegnato il disegno su cartoni (con cesellatura e numerazione) e poi incollate le tessere su di esso. Accostando poi i diversi cartoni e effettuando una posa in opera si inizia la prima fase di realizzazione del mosaico . Successivamente vengono tolti tutti gli strati di carta e murato il getto si effettua una levigatura e lucidatura. Apparirà a questo punto il disegno al dritto

Pavimenti
interni gettati in opera
I più comuni sono quelli formati da semplice calcestruzzo che contiene una leggera armatura metallica per evitare eventuali crepe che si potrebbero formare.
Per fare questo pavimento vengono fatte delle fasce longitudinali di 4-5 m di larghezza che vengono “tirate” con una staggia da due persone che si trovano dalle parti della fascia. Quando i primi strati hanno raggiunto una resistenza sufficiente, si sale su quelle per formare le fasce che erano rimaste libere tra 2 che erano già state fatte. La superficie viene perfezionata con lo spolvero mentre il cemento è ancora fresco, la lisciatura e la frattazzatura. Si può inoltre procedere con una rullatura mediante la bocciarda nel caso in cui si voglia migliorare l’aderenza con il pavimento. In casi di forti sbalzi termici, vengono usati dei giunti di dilatazione che hanno lo scopo di assorbire le dilatazioni del cemento; bisogna dire che per ogni specifico caso di dilatazione in base alle necessità vi sono vari ed innumerevoli tipi di giunti. In alcuni casi la pavimentazione viene fatta rivestendo il basamento di calcestruzzo con vari tipi di materiali che possono andare da pellicole a rivestimenti autolivellanti a particolari resine o malte resine.

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